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domenica 3 febbraio 2013

GLI INSETTI GNAM-GNAM E L'IMPATTO AMBIENTALE

Disegno di un piatto di insetti pronti per essere mangiati (by sciencemug)
Bon bugs-appétit! (by sciencemug)
Una ricerca dimostra che, a parità di proteine animali prodotte, l'allevamento intensivo di insetti commestibili per l'uomo ha un impatto ambientale più limitato rispetto a quello di maiali, polli e manzo. Lo studio è stato fatto su due specie di coleotteri allevati in una fattoria olandese. I risultati della ricerca sono stati da poco pubblicati sulla rivista scientifica Plos One.





Summary in Eng?ish at the end of the post.

Il post si apre con Sciencemug alle prese con una bacinella di acqua bollente in cui ha appena versato un pugno di sale grosso da cucina.
PiPs, completamente sfatto per l'influenza, sta seduto in poltrona come fosse del budino caldo appena versato in una ciotola, ha lo sguardo vitreo, inebetito come non mai e indossa, nell'ordine pelle-mondo, 1 maglietta della salute e 1 paio di mutandoni di lana, 2 pigiami felpati, 1 tuta felpata, 1 cardigan di lana grezza e sulle gambe ha appoggiata 1 trapunta di piume d'oca del peso netto di 8kg. Quando SM si avvicina al suo post febbricitante ha l'impressione di avere di fronte un misto tra un omino della Michelin tossicodipendente e una scultura post moderna animata... e tossicodipendente.
SM mette la bacinella fumante su un tavolino vicino a PiPs e dice - E ricordati che dopo i profumi, quando l'acqua sarà tiepida, devi 'sniffarne' un po', piano, e vedrai che il naso ti si libera. Capito?
P– Dì cabo, gradie cabo... -
S- Bon, io adesso vo', PiPs, devo raccontare l'articolo sugli insetti e il cibo, ti ricordi? -
Ma PiPs non ascolta già più, sì è coperto con un telo da mare e rantola e tossicchia in balia del vapore...


S- Ooooh allora, Dennis Oonincx e Imke de Boer sono una simpatica coppia di scienziati che lavora in Olanda. Oonincx e de Boer (da adesso in poi, per comodità, Ox e Bo) decidono di studiare l'impatto ambientale dell'allevamento intensivo di due specie di insetti che sono commestibili e rappresentano un'ottima fonte di proteine animali. Le specie di insetti in questione sono la Tenebrio molitor e la Zophobas morio (da adesso in poi, per comodità, Tm e Zm). Tm e Zm sono coleotteri le cui larve vengono attualmente allevate e vendute come cibo per animali. E si dà il caso che una delle aziende agricole che tratta questo tipo di prodotto si trovi proprio nei Paesi Bassi e si chiami 'van de Ven Insectenkwekerij' (da adesso in poi, per comodità, Vinsj). La Vinsj alleva le due specie di coleotteri nello stesso identico modo e ne produce la medesima quantità all'anno e da adesso in poi, per comodità, non racconterò mai più articoli scritti da gente che vive e lavora in zone linguistiche dove si usano copiosamente 'w', 'k','y' e 'x'... - Appalusi di approvazione da parte del pubblico in sala quale sala direte voi e io che ne so sono la voce fuori campo mica il geometra di blogger... -

Ox e Bo calcolano quanto 'costa' all'ambiente produrre proteine animali avendo come fonte i coleotteri Tm e Zm. I due scienziati della terra dei tulipani, poi, confrontano i dati della loro ricerca con quelli già esistenti sulla produzione di proteine animali da fonti classiche come uova e latte e carne di maiale, pollame e manzo. 
Il risultato del confronto è che, a parità di proteine ricavate, l'allevamento di insetti produce meno gas serra e richiede l'uso di molta meno terra dell'allevamento dei normali animali da fattoria.

Disegno delle fonti di proteine animali di cui parla il post: uova, latte, carne di maiale, pollame, ruminanti e infine insetti (by sciencemug)
Le fonti di proteine animali di cui parla il post (by sciencemug)
Ora, esimio sagacissimo lettore, lo so cosa pensi in questo momento, perché io, vedi, ho superpoteri webbici e posso leggere il tuo labiale mentale. E il tuo labiale mentale dice: “vabbè, certo, l'impatto ambientale dell'allevamento olandese delle larve di coleottero... see see see... e mi vuol spiegare di grazia, gentile blog dei miei stivali, come diavolo si fa a valutare l'impatto ambientale di una qualsivoglia attività 'artropodica' e non?” Eh, caro il mio affezionato nonché arzigogolato lettore, la risposta è: con un life cycle assesment, aka LCA.
L'LCA non è un potente allucinogeno giunto fino ai nostri giorni direttamente dagli anni '60 del secolo scorso e che fa vedere cose che altrimenti noi umani non potremmo neanche immaginare tipo raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser e cocorite blu titanio da combattimento danzare lascive e in fiamme al largo dei bastioni di Orione sopra nuvole di gelatina alla frutta, naaa na. L'LCA è un metodo consolidato che analizza l'impatto ambientale dell'intero ciclo vitale di un prodotto, dall'inizio alla fine, o, come dicono gli angoli sgrammaticati attaccati a grosse pìetre - gli anglosassoni - 'dalla culla ai cancelli dell'azienda agricola'. Ox e Bo, nello specifico, valutano tutto ciò che riguarda i nostri gustosi coleotteri, dalla produzione e trasporto del loro mangime (carote e granaglie di soia, segale e granturco integrato con lievito di birra), alle specifiche procedure usate per il loro allevamento alla Vinsj. 

Disegno del sistema di produzione dei coleotteri commestibili (adattato da quello del paper by sciencemug)
Il sistema di produzione dei coleotteri commestibili (adattato da quello del paper by sciencemug)
I ricercatori della terra dei tulipani scelgono e quantificano tre indicatori ambientali per fare il life cylce assesment sui nostri ineffabili coleotteri gnam-gnam:
il consumo energetico (Energy Use, EU), l'uso di terra (Land Use, LU) e il potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP) calcolato sommando le emissioni dei vari gas serra durante il ciclo produttivo di Zm e Tm*. 
Ox e Bo, per determinare EU, LU e GWP impiegano dati forniti dalla Vinsj stessa, dalla 'Dutch animal feed industry' e dalla 'Ecoinvent', un'organizzazione svizzera che gestisce una gigantesca banca dati e offre servizi per realizzare LCA. 
La simpatica coppia di studiosi con gli zoccoli, infine, divide EU, LU e GWP calcolati per i kg di proteina ricavati dai coleotteri allevati**. I ricercatori determinano, così, che produrre 1kg di proteina dai coleotteri della Vinsj costa all'ambiente 14kg di CO2-eq (vedi nota *) in termini di GWP, 18mq all'anno (un monolocale) in termini di LU e 173 MJ in termini di EU (che è più o meno l'energia necessaria ad usare una stufa elettrica per 20 ore di fila (1) o, se volete, l'energia necessaria per prendere 5 elefanti africani di peso medio, portarli allo stadio del ghiaccio più vicino, mettere loro i pattini e spingerli fino a farli arrivare a una velocità di circa 500 km/h***).

Ox e Bo completano l'LCA sugli insetti olandesi e confrontano i dati raccolti con quelli di affidabili LCA fatti da altri gruppi di ricerca su normali fonti di proteine animali quali maiali, pollame, manzo, uova e latte. Ox e Bo scoprono così che, mentre il consumo di energia (EU) è paragonabile, la quantità di gas serra emessi (GWP) per produrre 1kg di proteine da Tm e Zm è decisamente inferiore (da 1.3 a 12.5 volte) a quella necessaria per ricavare la stessa quantità di proteine dalle suddette fonti animali classiche. L'uso di terra (LU), inoltre, è drasticamente più basso (da 1.8 a 14 volte). Lo studio dei baldi ricercatori ghiotti di frikandellen e Lerdammer dimostra, insomma, che prendendo in considerazione l'impatto ambientale dell'intero ciclo produttivo di larve di insetti commestibili si scopre che dagli insetti si possono ottenere le stesse quantità di proteine animali di maiali, polli, ruminanti, latte e uova, liberando, però, meno gas serra e usando molta meno terra.

Disegno del gradiente dei costi ambientali associati alle varie fonti di proteina animale. In ordine decrescente: manzo-maiale-pollame-uova-latte-insetti (by sciencemug)
Gradiente dei costi ambientali associati alle varie fonti di proteina animale (by sciencemug). La sequenza beef-milk fa riferimento alla ref.7. I dati di Oonincx e de Boer collocano gli insetti nella posizione indicata nella figura per GWP e LU. Il costo in EU, per 1kg di proteina da insetti, è più alto che per 1kg di proteina da latte e pollame, simile a quello per 1kg di proteina da maiale e più basso di quello per 1kg di proteina da manzo ["The EU of mealworm production per kg of edible protein is higher than for milk (21–83% of the value for mealworm) or chicken (46–88% of the value for mealworm), similar to pork (55–137% of the value for mealworm) and lower than for beef (1.02–1.586 as high)." (Oonincx e de Boer, 2012)]
Ox e Bo nel loro paper sostengono che il settore dell'allevamento degli insetti commestibili è ancora agli albori. Nei prossimi anni l'automazione, il miglioramento dei sistemi di allevamento, l'ottimizzazione dei mangimi e la selezione genetica potranno garantire un notevole aumento della produttività degli insetti-cibo e un ulteriore abbattimento dei costi ambientali.

E adesso, pubblicità!


A Bug's life (Apocalypse), the movie trailer


Ora, venerabile utente che passando di qua ti sei impegnato nella lettura di questo post, magari ti stai chiedendo a che pro Ox e Bo abbiano fatto il loro studio. Ovvero, a che serve sapere che per fare 1kg di proteina commestibile da quelle bestiacce che sono gli insetti è usata, ad esempio, solo il 10% della terra che si impiega per allevare abbastanza carne di manzo da ottenere la stessa quantità di proteine e si libera fino al 1250% in meno di gas serra? Eh, serve perché la realtà e la serietà della situazione ambientale in cui l'umanità si trova sta anche, se non soprattutto, nei numeri relativi proprio ai gas serra e all'uso della terra. 
Il comparto dell'allevamento è responsabile del 15% delle emissioni annue di gas serra antropogenici, cioè prodotti da attività umane. Per esempio il 37% di tutto il metano antropogenico emesso annualmente è enterico, cioè viene dalle mega-flatulenze che gli animali da allevamento fanno ogni giorno (in pratica il settore dell'allevamento da solo produce più gas serra di tutto il comparto mondiale dei trasporti (2)). La scienza dice che occorre che l'umanità riduca dell'80% le emissioni derivanti dal comparto agricolo (3) e con il loro studio Ox e Bo dimostrano per la prima volta che sostituire allevamenti tradizionali con allevamenti di insetti può contribuire a raggiungere questo obiettivo. 
Lo spazio dedicato all'allevamento, inoltre, è già oggi il 26% delle terre libere dal ghiaccio (2) e il 75% delle terre destinate all'agricoltura (4). 
Se vogliamo più cibo, in sostanza, la soluzione non può essere quella di usare, per produrlo, ancora più terra di quella che già stiamo usando. La terra disponibile, infatti, l'abbiamo ormai usata quasi tutta e Ox e Bo dimostrano che l'allevamento di insetti è una soluzione anche alla carenza di spazio.

Disegno del pianeta le cui terre emerse sono occupate per lo più da manzo-maiale-pollo, mentre gli insetti occupano poco spazio (by sciencemug)
by sciencemug

Oggi oltre 900 milioni di persone soffrono cronicamente la fame e circa un altro miliardo ha deficienze vitaminiche e nutrizionali (5). Come saremo presi, allora, tra 30 anni, quando saremo quasi 10 miliardi (5) e la richiesta di cibo di origine animale sarà aumentata del 70-80%... Probabilmente saremo presi con le bombe: demografica e alimentare (e anche idrica, in realtà, visto che l'allevamento già oggi usa l'8% delle risorse idriche planetarie in un mondo in cui il 64% della popolazione vivrà in zone con gravi problemi di carenza d'acqua entro il 2050 (2)). 
Eeeee allora, dicono i capoccioni giganti della comunità scientifica globale con solidi dati alla mano, per disinnescare le bombe di cui sopra una delle soluzioni è aggiornare il sistema della produzione di cibo e modificare le nostre abitudini alimentari. Dobbiamo pensare di variare la nostra dieta insomma, trovare fonti di proteine animali alternative. Ecco allora comparire all'orizzonte gli insetti, che gli astuti Ox e Bo han dimostrato essere più ecosostenibili di maiali et al.


A questo punto PiPs sta facendo un pisolino post profumi e sogna di essere Braveheart di fronte ai suoi carnefici, dei vegani incalliti armati di zucchine giganti e cavoletti di Bruexelles borchiati. Nel sogno PiPs grida - “Nooooo, le nostre costicine, le nostre salsicce, i nostri filetti... Nooooo non li avrete mai dannati mangiacarote! Non ci farete rinunciare mai alla nostra indipendenza alimentare, alla nostra libertà di costata e salame! Noooo mai! - E con l'ultimo respiro, PiPshearth urla “SOPPPPREEEESSAAAAA!” E poi passa al sogno successivo in cui gusta un bel piatto di grilli fritti e melanzane ai ferri in compagnia di tutto il cast di 'Z la formica' sorseggiando un ottimo Chianti e leccandosi i baffi al pensiero che il pasto luculliano si chiuderà con un fantastico semifreddo alle termiti caramellate.

NOTA DEL BLOG
Questo blog si augura veramente che non arrivi mai il giorno in cui non ci sia più carne da mangiare, perché la soppressa, come a PiPs, a questo blog piace davvero un sacco... Però se qualcuno trova il modo di fare gustose salsicce di grillo e succulente braciole di cavallette, beh, pourquoi pas. Che diavolo, in fondo fanno le bistecche col tofu - che poi non ho mai capito cosa sia davvero, il tofu... Secondo me non esiste, è solo una leggenda agricolo-metropolitana inventata per spaventare i bambini capricciosi tipo "guarda che se non finisci la verdura il tofu viene di notte e ti porta via nel regno dei broccoli malvagi" o qualcosa di simile... - perché non dovrebbero riuscire a farle con gli insetti? 
Posto che una volta che avremo la tecnologia di Star Trek potremo convertire energia in materia e allora saremo tutti a posto e potremo mangiare tutti i filetti che vorremo...

Lunga vita e prosperità, gente.
SM



*Eeeeeee caro utente, sul potenziale di riscaldamento globale (che non è uno sparatutto della Nintendo) mi ti vedo che sobbalzi sulla sedia-poltrona ergonomica-sgabello da bar-puff vintage su cui stai seduto a leggermi e ti fai delle domande. Io so, ricordi? Ho i poteri webbici e anche un po' di sagacia blogghica... E insomma ti domandi una domanda del tipo: “GWP... de che? No perché il consumo energetico ok, vado a guardarmi una bolletta della luce e vedo l'unità di misura che usano per quantificarlo [sbagliato! Nelle bollette usano i chilowattora (kWh) mentre Ox e Bo usano i Mega Joule (MJ) con 1kWh=3.6MJ... Vabbè giusto per fare un po' il GianGianni Gnè della situazione. NdSM]. La terra usata ok, immagino la misurino in metri quadrati [esatto! NdSM]. Ma 'sto Global Warming Potential, mi spieghi stupido blog astruso come cappero impanato si dà un valore al GWP? Si va, che so, a spanne, a giro vita, a secchi?” Niet, dolce lettore e amabile lettrice, il GWP è calcolato sommando i kg di emissioni di tutti i gas serra considerati che, nel caso di Ox e Bo, sono biossido di carbonio (CO2), metano (CH4) e ossido di azoto (N2O). E tu adesso mi dirai, intelligente e acuta entità leggente, che il metano e l'ossido di azoto sono gas serra più potenti della CO2 e che quindi l'emissione di 1kg di CH4 non ha lo stesso effetto dell'emissione di 1kg di N2O o di CO2. “Hai ragione” è la mia risposta, infatti 1kg di CH4 e di 1kg di N2O producono nell'atmosfera l'effetto rispettivamente di 25kg e 298kg di CO2. Il GWP di ogni gas serra viene per questo convertito ed espresso in kg di CO2-equivalenti. Il fattore di conversione è quindi 1 per la CO2 (of course), 25 per il CH4 e 298 per l'N2O. Per capirci: 'n' kg di CH4 emesso sono n*25 kg di CO2-eq e 'm' kg di N2O emesso sono m*298 kg di CO2-eq. In parole povere gli scienziati prima raccolgono i dati sui kg emessi dei diversi gas serra e poi calcolano il loro GWP in kg di CO2-eq. 

**Eeeee vabbè, qui c'è da dire che la quantità di proteina commestibile è ricavata in due passaggi. Il primo passaggio prevede che si moltiplichi la massa secca (Dry Mass, DM) media degli insetti (in pratica quello che rimane quando le bestie in questione perdono tutta l'H2O del corpo) per la percentuale di proteine presenti nella massa secca stessa, la crude-protein (che si calcola prima misurando il contenuto di azoto della DM e poi moltiplicandolo per 6.25, perché in media le proteine contengono il 16% di azoto e 100/16 fa appunto 6.25). Il secondo e ultimo passaggio consiste nel moltiplicare il risultato della prima operazione per la percentuale commestibile della sorgente di proteine in questione, nel nostro caso i coleotteri. Infine, per fare ancora il Gian Gianni Gnè, aggiungo che: le DM di Tm e Zm sono rispettivamente il 38% e il 43% delle loro masse; le percentuali di 'crude protein' sono 53% per Tm e 45% per Zm; il 100% di entrambe le specie di coleotteri è commestibile, almeno allo stadio larvale che è quello venduto dalla Vinsj. 

***La stufa elettrica in questione è usata alla massima potenza (2.4kW). Gli elefanti devono essere consenzienti (per non far aumentare l'attrito) e considerati come un unicum, tipo palla di code e proboscidi. I calcoli spannometrici sono stati fatti da un laureato in fisica con tanto di dottorato di ricerca, anche se non esattamente sulle abitudini motorie degli elefanti africani. Nessun elefante africano è stato ferito durante la realizzazione di questo post.



Precisazioni sul life cycle assessment (LCA) 
I valori degli indicatori ambientali scelti in un life cycle assesment (LCA) sono sempre associati a specifici parametri definiti unità funzionali (Functional Units, FUs) dell'LCA.
Nel post è scritto che Oonincx e de Beor dividono le quantità calcolate di EU, LU e GWP (gli indicatori ambientali) per i kg di proteina commestibile prodotti (da qui in poi, per comodità, PrC). Ecco, la PrC è un'unità funzionale, una FU. Oonincx e de Beor usano anche una seconda FU nel loro studio, ovvero i kg di coleotteri prodotti (da qui in poi, per comodità, CP). CP e PrC sono dunque i due parametri, le due unità funzionali, a cui i ricercatori olandesi associano i costi ambientali dell'allevamento di insetti nel loro LCA. L'informazione sui costi ambientali ricavata sulla base delle due functional units, comunque, non differisce nella sostanza, ecco perché nel post, per brevità e chiarezza, viene menzionata solo la PrC.
L'allevamento di insetti, però, come ogni impresa produttiva, rappresenta la somma di molte attività. Valutare l'impatto ambientale dell'allevamento di insetti in un LCA, quindi, significa valutare l'impatto relativo di ogni singola attività che lo compone. In un life cycle assesment, insomma, occorre un metodo per ripartire, allocare, i costi tra le varie componenti del sistema produttivo.
I metodi di allocazione comunemente usati in un LCA sono quello 'a peso' e quello 'economico' (6). L'allocazione 'a peso' significa che se PiPs produce 10kg di rifiuti di cui 7 di fazzoletti di carta e 3 di bucce d'arancia, allora il costo ambientale dell'influenza di PiPs è dovuto a carta umidiccia e moccolossa al 70% e a rifiuti organici arancioni e profumati al 30%. L'allocazione 'economica' significa invece che se PiPs produce 10kg di rifiuti che costano 10euro al mercato dei rifiuti (posto che ne esista uno), con i fazzoletti che costano 3 euro e le arance 7, allora il costo ambientale dell'influenza di PiPs è allocato sui fazzoletti al 30% e sulle arance al 70%. 
Oonincx e de Beor usano l'allocazione 'economica' per ripartire i costi ambientali nel loro LCA. Prendiamo ad esempio in considerazione i risultati menzionati nel post. Per semplicità consideriamo solo quelli relativi ai kg di proteina prodotti e solo in relazione al consumo energetico. I ricercatori calcolano che la produzione di 1kg di PrC ha un costo ambientale, in termini di EU, di 173 MJ. Bene, in base all'allocazione economica il 44% del costo ambientale per 1kg di PrC è dovuto alla produzione e al trasporto dei mangimi per i coleotteri e il 56% all'energia usata per il loro allevamento (gas, 35% ed elettricità, 21%). 
Un life cycle assessment, infine, può essere del tipo 'cradle-to-farm-gate' o del tipo 'cradle-to-grave'. Il primo tipo di LCA segue il ciclo vitale di un prodotto 'dalla culla al cancello dell'azienda agricola' e smette di valutare l'impatto ambientale di un prodotto nel momento in cui esso è finito. Il secondo tipo di LCA valuta il costo ambientale delle attività che coinvolgono una merce anche dopo che questa esce dalla linea di produzione e viene immessa sul mercato. Nel caso della carne, ad esempio, i costi ambientali legati alla fase post-linea produttiva ('post-farm-stage') sono quelli di processamento, inscatolamento, trasporto, vendita al dettaglio e stoccaggio (7).
L'LCA di Oonincx e de Beor è del primo tipo, 'cradle-to-farm-gate', perché ancora non esistono metodi standard di porcessamento e stoccaggio degli insetti usati per consumo umano. I ricercatori, insomma, non hanno dati per una valutazione uniforme delle attività off-farm legate all'allevamento dei coleotteri commestibili. I due studiosi, tuttavia, sanno, dati alla mano (7), che macellazione, trasporto e stoccaggio della carne di maiale e pollame contribuiscono per il 17-25% al GWP totale legato alla produzione di queste fonti di proteine animali. Oonincx e de Beor sostengono, perciò, che le conclusioni del loro LCA sono comunque valide. L'allevamento di insetti come fonti di proteine per consumo umano rimane vantaggiosa, infatti, vista la probabilità che il costo ambientale di processamento e conservazione (attività off-farm) degli insetti destinati al consumo umano sia paragonabile a quello di pollame e maiali. Il GWP per l'allevamento di insetti è fino a circa 3 volte più basso di quello del pollame e fino a circa 4 volte più basso di quello dei maiali. Il GWP legato alla produzione di insetti commestibili, dunque, rimarrebbe più basso di quello delle altre fonti animali anche se aumentasse del 17-25% nella fase post-linea produttiva.



Fact Sheet (a cura di Gian Gianni Gnè)
  • Il settore dell'allevamento dà lavoro a 1.3miliardi di persone e dà sostentamento 1miliardo di persone. (2) 
  • L'allevamento fornisce 1/3 delle proteine necessarie alla popolazione mondiale. (2) 
  • Nel triennio 1999-2001 la produzione di carne è stata di 226milioni di tonnellate, quella di latte di 580milioni di tonnellate. Nel 2050 la produzione di carne arriverà a 465milioni di tonnellate e quella di latte a 1.043miliardi di tonnellate. (2) 
  • Il fabbisogno di cibo raddoppierà nei prossimi decenni. (3) 
  • Il fabbisogno di cibo di origine animale aumenterà del 70-80% entro il 2050. (Oonincx e de Boer, 2012)
  • Il consumo di carne nel mondo è aumentato del 62% dal 1963 al 2010, in Cina del 900%, in Brasile del 300%. (8) 
  • L'impatto dell'allevamento dovrebbe essere dimezzato solo per non far aumentare il livello attuale di danno ambientale. (2) 
  • L'attuale tasso di estinzione delle specie viventi è 50-500 volte più alto del naturale tasso di estinzione calcolato in base agli studi sui resti fossili. (2) 
  • L'allevamento potrebbe essere la principale causa della perdita di biodiversità. (2) 
  • Gli animali da allevamento costituiscono ormai il 20% della biomassa animale terrestre. (2) 
  • Esistono 35 zone al mondo in cui la biodiversità è particolarmente a rischio. Ben 23 di queste zone è interessata dal settore dell'allevamento. (2) 
  • Il 30% delle terre occupate dagli animali da allevamento erano prima occupate da specie selvatiche. (2) 
  • L'allevamento usa il 75% della terra destinata all'agricoltura. (3) 
  • L'agricoltura (allevamento+coltivazioni) ha già occupato in tutto il mondo il bioma del 70% della prateria, del 50% della savana, del 45% della foresta delle zone temperate e del 27% della foresta tropicale. (3) 
  • Nel 2011 circa 1miliardo di persone erano malnutrite. (3) 
  • Solo il 62% dei prodotti agrigoli sono destinati all'alimentazione umana, il 3% viene usato per le bioenergie e altri impieghi industriali, il 35% viene usato per alimentare gli animali da allevamento. (3) 
  • Circa il 30% del cibo prodotto nel mondo non raggiunge i consumatori (5), con punte del 100% in alcune zone. (3) 
  • Esistono circa 1700 specie di insetti commestibili nel mondo. (9
  • L'uomo usa gli insetti come fonte di cibo dal 100,000 prima dello zero. (10). 
  • Gli insetti sono ottime fonti di proteine animali: 100gr di massa secca (DM, vedi nota **) di termiti contengono 45-65gr di crude-protein (cp, vedi nota **), 100 gr di DM di formiche contengono 7-25gr di cp, 100 gr di DM di lombrico contengono addirittura 50-60gr di proteine e mangiare 100gr di lombrichi assicura ad un adulto la copertura del 76% del fabbisogno giornaliero di proteine e di oltre il 100% di quello di minerali. (10) 
  • Gli insetti contengono molti minerali in elevate quantità (ferro, rame, zinco, fosforo, magnesio) (10, 9, 11, 12) e vitamine (a proposito delle vitamine, tuttavia, esistono dati contrastanti in letteratura: vedi 10 vs 11 e 12).
  • Gli insetti contengono molto grasso (acidi grassi essenziali) e quindi sono eccellenti fonti energetiche. (9
  • Gli insetti hanno un contenuto di fibre equivalente a quello dei cereali. (9)


 
Summary in Eng?ish
Welcome welcome dear English speaking/writing/thinking visitor. This time I told the guys hanging around here about a research paper recently published on PlosOne (the cool thing is that science journal PlosOne is an open-access publication, so anyone can read the paper, even if he/she's flat broke, like me myself and I). 
The paper is about how eco-friendly rearing edible bugs (uhmm, gnam gnam!) is. Two scientists (names are Dennis Oonincx and Imke de Boer, Ox and Bo) perform a life cycle assesment (LCA) to quantify the enviromental costs related to the production of two species of mealworms (bugs) in a farm up there in the windy psychedelic Netherlands. They find that bugs production has a lower impact than that of pigs, chickens and beefs.
Now, I understand at this point you have at least two burning questions loudly popping in your heads like a... well... pop-corn in a microwave customized with an internal amplifier. I guess the first one is:”Gaaaaaaaah, edible bugs?! Seriously?”. And the answer to this very first question is: “Yeah, totally pal. Edible bugs (and there're 'bout 1.7k edible species of bugs world-wide) are rich in minerals, fibers, fat (i.e. energy) and, above all, proteins. You eat 100gr of caterpillars, you cover the 76% of your daily protein requirement and more than 100% of the daily requirements for many minerals (10).
The second question of yours is probably: “what the hell is an LCA?”. Well I tell you what it's not - you mischevious kids - LCA is not a psychotropic substance legally purchasable in the land of tulips. Instead, an LCA is a commonly used method to assess “the environmental effects [that] a product or service has during its lifetime” (6) that is, in Ox&Bo's case, the effects of bugs rearing, from cradle to farm gate. 
So, in their LCA, Ox&Bo quantify the enviromental cost related to bugs rearing by calculating how much land and energy are used and how many kg of green-house gasses (GHG)§ are emitted to produce 1kg of proteins from... well, bugs! Once they quantify the enviromental cost of 1kg of proteins from bugs (PfB) the dinamic orange-science duo compares those values with the costs for the production of 1k of proteins from pork, poultry, beef, egg and milk. 
Now, if you're still reading and you're not lost in some parallel universe ruled by insects after entering a mealwormhole (hahaha got it? Mealworm-insect/wormhole-space-time anomaly hahaha... eeeeh... haha... ha... ok, lame joke, sorry, lame joke) if you're still here you're, may be, asking yourself a third question: "which animal of 'em all is the most eco-friendly protein source?"
The answer, as anticipated before, is: BUGS! 
The production 1 kg PfB causes the emission of 1.3-12.5 times less kg of GHG and uses 1.8-14 times less land then the other above mentioned sources of animal protein (the energy use for PfB, instead, is higher then the one for proteins from milk and chicken, similar to the one for proteins from pork but lower than the one for proteins from beef). 
So I leave you now with a fourth and last question: “Why is important to know that rearing bugs is eco-friendly?”. The answer lays in the numbers my English etc etc friend. 
The need for food of animal origin is going to increase by 70–80% in the next thirty years. But: livestock sector is already responsible for about 15% of the total emission of anthropogenic GHG (2) and the land used for grazing is already equivalent to the 26% of the ice-free surface of the planet (2) and already to about the 75% of the world’s agricultural land. Sooo, here's the thing: we've hardly no more land to use for livestock, and we have to cut GHG emissions (the European Union is legally committed to cut emissions by 20% by 2020 (5)). Sooooo, if there's something more eco-friendly to get essential animal proteins and nutrients from, well, it's worthy and logic to go with it. No? 
Go bugs-burger, go!

Ad maiora
SM 


§ Well, I should say kg of CO2-equivalents but I'm not going to lose and loose my mind trying to explain what CO2-eq are 'cause it's pretty tough to do it in short, so I simplify a bit and say 'kg of GHG'. However, if you're desperate to know, uhm, try Google Translator (good luck with that) and feed it with the note of this post that starts with: "*Eeeeeee caro utente, sul potenziale di riscaldamento globale [...]".


ARTICOLO RACCONTATO NEL POST 


BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA
1- Enel.it (2013). Come si calcolano i consumi di un elettrodomestico? Enel
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